Tortino di patate

tortino di patate

foto (4)

1609 grammi di patate
74 gr. pancetta affumicata al legno di cedro tagliata a strisce sottili
181 gr. mozzarella di bufala
62 gr. parmigiano reggiano grattugiato 24 mesi
olio extra vergine di oliva d.o.p.
biglietto aereo per Londra
guanti per pulire le patate un paio
tempo: 24 mesi per grattugiare, viaggio 68 ore, tortino 72 minuti
difficoltà: blanda
Andate da Fortnum and Mason (181 Piccadilly, London) e acquistate un paio di guanti per pulire le patate (vedi foto). Indossateli e sfregate bene le patate. Se sono novelle lasciate la buccia, altrimenti sbucciatele, rendetele di grandezza omogenea e mettetele sul fuoco in un tegame pieno d’acqua tiepida (36°); con la fiamma medio-bassa portate a ebollizione e scolate le patate al 108° secondo dall’ebollizione; tagliatele poi in dischi di 11 millimetri di spessore e adagiate questi ultimi in una teglia da forno sulla quale precedentemente avrete sistemato uno strato di carta-forno; tagliate la pancetta con le forbici e spargetela sulle patate; sminuzzate anche la mozzarella di bufala, aggiungete il parmigiano grattugiato 24 mesi; se la dimensione della teglia lo richiede fate un secondo strato con gli stessi ingredienti del primo tenendo presente che nell’ultimo strato (che potrebbe essere anche il primo, se è l’unico), va usato il grosso della pancetta, della mozzarella e del parmigiano; annaffiate infine la superficie del tortino con una piccolissima quantità (0,06 dl., cioè gocce) di olio e.v.o.do.p. e infornate per 34 minuti a 189°, controllando di tanto in tanto con una torcia a led l’imbrunire del tortino.

Stoneclip®

stoneclip

Sono nel ramo morte; sapete com’è: tutti spiriamo e prima o poi devono passare tutti in ditta da me. Mi sono fatto raccontare da mio nonno come gli fosse venuta l’idea di Stoneclip®, il prodotto che ci ha fatto diventare una delle dieci famiglie più ricche del mondo:
“Nipote mio, devi sapere che la sera del 21 gennaio 1949 un pullman delle Autolinee Romagnole ha preso fuoco. Ci furono 11 morti, più il conducente, Diomede “Dio” Cangini. Secondo alcuni testimoni sembra che il bus fosse stato colpito da un fulmine. Dei due superstiti, ricoverati nell’ospedale più vicino, uno, gravemente ferito, è presto spirato. Si trattava dell’inventore F., nelle cui tasche c’era il seguente scritto:
Una vedova a Tbilisi si avvicina alla tomba del marito. Le sue dita aprono la borsetta ed estraggono un telecomando. Contemporaneamente, nel cimitero di Vancouver, un ragioniere è chino sulla lapide del fratello spentosi dieci anni prima. Sui loro volti rimbalza il riflesso colorato delle immagini che provengono da un tubo catodico.
Guardando quel che vedono i loro sguardi, vedremmo, incastonato nella pietra, là dove un tempo sbiadiva una foto immobile e ammuffita, un piccolo schermo televisivo nel quale scorre la viva immagine dei trapassati che salutano dal motoscafo. Entrambi i compianti avevano avuto l’accortezza di acquistare un contratto STONECLIP, un sistema che con un piccolo aggiornamento permette una grande rivoluzione. Il mondo delle ritualità legate al decesso è infatti tradizionalmente refrattario all’innovazione, e procede – come le trasformazioni geologiche – per ere. Ma nei prossimi decenni si assisterà a un importante assestamento: l’immagine funebre, liberata elettronicamente dal suo carcere di carta patinata, non potrà più rinunciare a dipanarsi in sequenze. Il sepolcro è la testimonianza delle memorie che vengono trasmesse nel turbine delle generazioni: l’immagine in movimento vince il vincolo silenzioso del tempo e accresce il contenuto sacro dei ricordi.
Più in basso c’era il disegnino a colori d’un piccolo televisore ovale, applicato sulla lapide d’una tomba, nel posto in cui normalmente sta la foto.
Io ero l’altro superstite, non avevo ferite gravi, e mi annoiavo da matti lì nel letto accanto a quel minchione d’inventore in coma, pertanto gli avevo sfilato il foglio che gli spuntava dalla tasca della giacca, così per avere qualcosa da leggere.
Il testo era aulico, ma l’idea ottima. E ho pensato che sarebbe stata più utile a me che a un morto, perciò con un trucchetto gli ho inserito un po’ d’aria nella flebo…
Poche ore dopo la vedova ha chiamato in ditta”.

Cous Cous speziato alle verdure

couscous

ingredienti per 7 persone e 1\2:
cipolle o cipollotti freschi o porri 376 grammi
carote 2 e 3/4
peperoni multicolori 2 e 1/2
zucchine locali 3 e 1/3
melanzane una grande
ceci un barattolo
yogurt bianco 395 gr.
uva sultanina 137 gr.
garam masala paste 3 cucchiai
cous cous precotto 319 gr.
menta 26 foglie
salsa harissa
1 dado e 1/2
strumenti:
5 sacchetti trasparenti multiuso da freezer
teglia da forno
casseruola
pentola
5 scodelle
un tagliere

una bilancia di precisione

tempo di preparazione: 196 minuti
difficoltà: media

Alle cipolle va levata la buccia, qualche strato superficiale e l’anima; le carote vanno pelate con lo sbucciapatate, lavate, private di testa e coda; ai peperoni va inciso il gambo ed estirpato il torsolo, quindi vanno tagliati a metà, privati dei semi e delle parti interne bianche; le melanzane vanno sbucciate con il coltello. le zucchine lavate e decapitate.
Adesso vi dico cosa fare di queste 5 verdure dopo averle mondate:
le melanzane vanno tagliate in cubetti di 1,04 cm cubi e messe a riposare su un tagliere; poi vanno cosparse di sale e ingualdrappate in un “burazzo” sopra il quale deporrete 6 bottiglie da 1 litro e mezzo di acqua di marca; oppure 4 ferri da stiro. Le toglierete da quella postazione dopo 62 minuti, le infornerete per 24 minuti a 191° con un filo d’olio e.v.o.d.o.p. e una volta estratte le adagerete in una delle 5 scodelle d. c. s. (di cui sopra).
i peperoni vanno messi in forno a 202 °; quando cominciano ad arrostire (la pelle raggrinzisce e compare un po’ di nero), vanno estratti dal forno e infilati immediatamente nei sacchetti d.c.s.; ogni mezzo peperone va riposto nel suo sacchetto individuale: il bordo del sacchetto va ripiegato e bisogna aspettare che si raffreddino (29 minuti); una volta maneggiabili andrà tolta loro la pelle dopodiché li dovrete tagliare in parallelepipedi di mm. 9×21 circa e in seguito adagiare nella ciotola n.2
gli zucchini andranno tagliati in due per il lungo, indi resecati lungo l’asse orizzontale, e tagliati in 4 o 5 parti per il lungo da sopra e 12-15 parti per il largo da sopra ottenendo parallelepipedi di circa mm. 9X17 che andranno poi deposti in ciotola 3
alle carote va riservato lo stesso trattamento, ciotola 4
le cipolle potete frullarle nel processore elettrico e adagiarle nella ciotola 5, che sarà la prima a scendere in padella.
In una casseruola capiente mettete 4 cucchiai da tavola di olio extra vergine d’oliva d.o.p. (non contravvenite a questa indicazione), accendete il fuoco, allegro, e buttate uno spicchietto di cipolla pilota, che vi indicherà, col suo sfrigolio, quando è ora di gettare il resto delle cipolle. A cipolle bionde aggiungete le carote e rimescolate come se foste cinesi alle prese con un wok; dopo 4 minuti e 16 secondi aggiungete le zucchine dalla relativa ciotola e dopo altri 2 minuti e 12 secondi associate i ceci, le melanzane, i peperoni, e l’uva sultanina. Affiliate pure un bicchiere da 140 centilitri d’acqua calda. Coprite parzialmente e aspettate 14 minuti. Allo scoccare annettete se necessario altri 57 cl. di acqua e tre generosi cucchiai da tavola di ‘garam masala paste’ preferibilmente della ditta pataka. Coprite; dopo 11 minuti assaggiate le verdure. Quando le ritenete cotte spengete il fuoco e versate nella casseruola 395-396 grammi di yogurt bianco (magro o intero, dipende da voi) e mescolate fino a che il tutto si fonda in un beige omogeneo e vellutato.
A questo punto fate rinvenire in un altro tegame il cous cous seguendo le istruzioni che trovate sulla scatola; di solito l’ammontare del couscous – che per questa preparazione consiglio essere di 319 grammi – va “stufato in pari peso d’acqua bollente nella quale avrete fatto preventivamente sciogliere un dado e mezzo da brodo; il tutto va lasciato poi riposare a fuoco spento per 7 minuti; in seguito il cous cous va sgranato con l’aiuto di una forchetta e di un bel po’ di olio extra vergine di oliva d.o.p..
mescolate poi il contenuto della casseruola al cous cous lentamente, evitando che si formino grumi; servite con 26 foglie sminuzzate di menta fresca messa a crudo;
unire un pizzico di salsa harissa se vi piace il sapore piccante e abbondante olio e.v.o. d.o.p.
esiste una variante di questo piatto che prevede l’aggiunta di gamberoni; ma lasciate stare, per il momento, perché non vi ho ancora spiegato come si puliscono e come si cuociono i gamberoni.