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Sono nato a Bologna il 29 febbraio 1952. Mi sono laureato in Architettura nel ’77. La Commissione, entusiasta della tesi, vorrebbe inoltrare domanda al Ministero per ottenere un momentaneo ripristino del bacio accademico; poi si deve accontentare della lode.
In realtà di architettura ho sempre capito poco.
Nel ’78 esploro Stati Uniti e Messico, esercitando un flautato richiamo per alcuni amici che mi raggiungono là.
Al ritorno mi affaccio nel mondo della Moda e disegno stampe per Coveri, Blumarine, C.P.Company, Alberta Ferretti, ecc..
Poi assieme a Silvia Caliceti realizzo e produco una mia linea di t-shirt.
Nel 1982 Renzo Rosso, patron della giovane Diesel, contatta me e Silvia per una collezione autunno-inverno. Sforniamo dei  giubbotti con il collo di plastica trasparente che contengono le interiora funzionanti d’una radio, delle felpe con stampe tridimensionali ispirate alla breakdance (da guardare con gli occhialini allegati), concepiamo il primo paio di pantaloni con i tagli sul ginocchio. La collezione costa troppo, è troppo avanti, e, nonostante l’interessamento di Macy’s e Bloomingdales, resta allo stadio di prototipo.
Nel giugno ‘89 conosco Michael Stipe e lo invito a una festa a casa di mio cognato. Facciamo amicizia, e la sera dopo, a Perugia, lui ricambia la cortesia, accogliendoci in camerino dopo un memorabile concerto.
Degli anni ’90 ricordo poco, salvo il fatto che li ho passati in Texas, in Medio Oriente e ai Caraibi.
Mi riaffaccio alla civiltà a fine del decennio, sfruttando la laurea per ristrutturare una Casa di Riposo in stile tirolese alla Croce di Casalecchio di Reno (BO). Poi invento assieme ad Alessandro Turrini il progetto “Stoneclip, le videotombe parlanti”; quindi metto la Santa Teresa del Bernini in sella alla Nuova Vespa e propongo vanamente a Giovannino Agnelli lo slogan: “Vèspasi di Santa Teresa”. Infine creo un’appassionante serie di oggetti per commemorare il Giubileo 2000, tra cui un orologio con i nomi dei 12 apostoli al posto delle ore e un ombrello che ha per cielo le dita che si toccano del Giudizio Universale di Michelangelo.
Il Vaticano rifiuta il business, ma io conservo religiosamente la sdegnata lettera con le Chiavi Incrociate sul frontespizio.
Nel 2001 comincio a scrivere l’autobiografia d’un famoso calciatore, ma il rapporto con l’editore si deteriora presto, non credo per colpa mia.
I miei contributi vengono pubblicati lo stesso e senza alcun “credito”.
Il libro vende duecentomila copie.
Dal 2001 al 2004 collaboro con il Guerin Sportivo, e mi conquisto, con un articolo, la stima dell’Avv. Peppino Prisco, di cui conservo in una teca una lettera di ringraziamento; sempre in quegli anni vinco una causa per diffamazione intentatami da Adriano Galliani, che mi chiedeva un risarcimento esorbitante per un’offesa inesistente.
Nel 2006 Giovanni Cenacchi mi segnala alla Mondadori, per la quale scrivo “Ridicolcalcio” (2007) con Nicola Calzaretta, e collaboro a “Io Sono Immortale”(2010), autobiografia di Shel Shapiro.
Nel 2011 realizzo 5 lampadari in materiale riciclato (vedi sezione lampadari).
Nel 2012 pubblico, sempre per Mondadori, “La Posta del Cuore”, romanzo autobiografico nel quale confesso una burla perpetrata ai danni di Natalia Aspesi.
Il 15 giugno incontro per la prima volta la grande giornalista a Bologna durante “La Repubblica delle idee”; ci abbracciamo e lei mi chiama a parlare sul palco (vedi video).

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