Un concorso di idee

Una volta resosi conto che le soluzioni tradizionali e istintive non erano state in grado di scalfire d’un millimetro il terrorismo – anzi, avevano peggiorato le cose – l’occidente laico e cristiano decise di rimboccarsi le maniche per cercare un’alternativa. Venne così istituita una Commissione di Saggi, la quale stabilì che per affrontare l’ondata crescente di aspiranti suicidi, smaniosi di diventare martiri, sparsi dappertutto e sponsorizzati da un’organizzazione ricca e seducente – occorreva in primo luogo armarsi di fantasia piuttosto che di cattiveria, e a tal scopo bandì un concorso d’idee per sconfiggere il terrorismo.

Riporto di seguito i progetti che ottennero il punteggio migliore.

Il primo premio fu assegnato al concept “La Carota e il Bastone”, un programma che prevedeva come carota il ritiro immediato delle truppe da Medio Oriente, Libia e Afghanistan; se i terroristi ci stavano colpendo per reazione, si sarebbero ritirati anche loro; se non l’avessero fatto, significava che il loro obiettivo era la sopraffazione, e a quel punto interveniva il bastone, cioè una non meglio specificata fase di cattivismo illimitato e distruttivo.

Il progetto arrivato al secondo posto si chiamava “Morte sei bella, vita fai schifo”, e provo a illustrarne il contenuto: in sostanza pure noi “occidentali” avremmo dovuto dotarci – anche se non veniva spiegato bene come – d’un certo disprezzo per la vita; l’ideale era cercare di immedesimarci costantemente in una scena de “Il Cacciatore”, quella nella quale Robert De Niro convince John Savage a premere il grilletto senza pensarci troppo su. Tanto, belli o brutti, prima o poi dobbiamo morire tutti, e non è detto che morire all’improvviso sia molto peggio che morire vecchi, dementi, intubati e ricoverati alla ASL. Tra l’altro i governi occidentali ci avrebbero sicuramente autorizzati a girare con una pastiglia di cianuro in tasca, gadget da mostrare con orgoglio ad amici e utile da ingerire in caso di attacco terroristico “lento”, vale a dire quello che prevede mutilazioni progressive.

Terzo si era classificato il progetto “Diamogliela Vinta”, che prevedeva di islamizzarci anche noi, indossare hijab, kefiah e niqab, imparare a memoria il Corano, e persino praticarlo. Sarebbe servito a salvare la pelle – benché a scapito di altri organi importanti, quali il cervello.

Prima di procedere a stilare la graduatoria finale, il Presidente della Giuria aveva chiesto di poter conferire una particolare menzione anche alle due idee più originali. La prima era quella che prevedeva di screditare Allah mediante reclutamento d’un numero esorbitante di falsi imam compiacenti, che andavano sguinzagliati per tutto l’occidente col compito d’insinuare il tarlo del dubbio nei fedeli. La seconda prevedeva invece di assoldare occidentali tanto sciocchi da accettare, in cambio d’una retribuzione, di rendere pan per focaccia ai terroristi con attentati suicidi simmetrici in risposta a quelli che si verificavano – tanto per disorientare un po’ la controparte e aumentare il Q.I. medio del mondo.

 

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